domenica 24 giugno 2007

Al concerto di Vasco!!!!

EDIZIONE STRAORDINARIA: VASCO ROSSI TOUR 2007

Oggi vi racconto una storia che va al di fuori del mondo delle 2 ruote, ma ugualmente emozionante .

Uno dei concerti più belli e più strani: eravamo sotto il palco ma, grazie ad un comitato del cazz… si sentiva veramente poco.

Purtroppo il gruppo era diviso in 2: io (Pino), Giack, Topu, Fabio, Ema, Monica e Mariachiara (E’ arrivata per ultima e si è guadagnata il posto migliore…Raffy cosa ti sei persa!!!) avevamo i biglietti per il prato, mentre altri 7 erano allocati al 2° anello rosso. Il gruppo era composto da Lucaz, Roberta, Greta, Birba, Giò, Simone e Teo.

Ritrovo ore 10 sul piazzale della chiesa, tutti + o - puntuali tranne Topu.

10.15 si riesce a rintracciarlo dopo 2 tentativi andati a vuoto: si temeva che si fosse scordato del concerto e fosse andato a fare lo stage!

Ore 10.25 si presenta finalmente Topu con la Focus e si parte per lo stadio dei Campioni d’ Europa!

Faccio strada io, e in macchina avevo gente che non si accontenta mai, che passano la loro vita a lamentarsi, (Fabio e Giack) che con i loro commentini scettici di sottofondo, mi era venuta voglia di lasciarli in mezzo alla tangenziale! Non l’ho fatto perché Giacomino a minacciato di far svolazzare il mio biglietto fuori dal finestrino!! Bastardo!

Parcheggiamo a Lampugnano, a mio parere parcheggio tatticissimo, e incominciamo a incamminarci verso la nostra meta.

Fino alle 15.30, ora di apertura dei cancelli, si passa tra partite a carte, ridere di Monica che si era portata i libri per la maturità e sentire un rompicoglioni di Brescia che dal primo all’ultimo minuto che eravamo lì non ha mai smesso di urlare cose a caso e senza senso! Poi c’era anche Mr. Bestemmia a finire l’opera…

All’apertura dei cancelli la folla si accalca per poter entrare e in quell’istante ho pensato a 2 cose: le sardine stano più larghe, e che potevo lasciarmi cadere che comunque sarei rimasto in piedi! Varcato il primo cancello, restituiamo le varie parti del corpo ai legittimi proprietari che abbiamo inglobato nella lotta per entrare.

Manca un altro cancello e saremo sul campo. E altra fila…

All’ingresso in campo notiamo la maestosità del palco:

6 torri piene di luci, 2 passerelle, per quasi 100 mt di larghezza.

Prendiamo posto nella parte centrale, verso la fine della passerella, ma il tempo che qualcuno si alza un’attimino, come avvoltoi siamo li ad avvicinarci sempre di più.

Il tempo passa abbastanza velocemente, tra i dj di RDS e le ragazze non poco fighe che si sono portati, un gruppo che non ho mai sentito, Fabrizio Moro, e con uno dei figli di Vasco che fa il dj e siamo arrivati a pochi minuti dall’inizio dello show!

L’atmosfera è quasi magica, elettrizzante, quando parte una melodia di Mascagni in cui fanno l’ingresso i musicisti in una ovazione generale.

Quando sui megaschermi parte l’inizio del video di Basta poco, è il delirio totale, non si capisce più niente.

Veniamo sobbalzati a destra e a sinistra, ormai non eravamo più in grado di controllare i nostri movimenti.

All’ ingresso di Vasco, l’urlo di gioia dello stadio, andava a coprire le prime note di Basta Poco!

Il concerto prosegue con Cosa c’è, Voglio andare al mare, La Compagnia, Buoni o cattivi Cosa c'è, Blasco Rossi, Voglio andare al mare, La compagnia, Buoni o cattivi, Lunedì, Non sopporto (inedito), Anima fragile, Siamo soli, Un senso, Interludio (vasco si cambia ), Medley (Domani si adesso no, la strega, domani si adesso no(ripete la song di nuovo), delusa, cosa vuoi da me, sono ancora in coma), Vivere una favola, Stupendo, Come stai, Sally, C'è chi dice no, Gli spari sopra, Siamo solo noi, Rewind, Ciao, Bollicine, Stupido hotel, Vivere, Canzone Albachiara!

Quando Vasco lanciava qualche suo oggetto tipo cappellini o occhiali, un’ondata umana si lanciava per recuperare il prezioso cimelio, da poter poi esibire agli amici invidiosi! Per nostra fortuna uno di questi è finito in mezzo a Fabio, Giacomo ed Ema, supportati da Topu, che con fare quasi mafioso lo hanno strappato ad un solitario avversario. Il tempo vola e alla fine del concerto, sulle note di Albachiara, Vasco scompare misteriosamente, lasciando prendere i meritati applausi anche alla band che lo accompagnerà fino alla fine del tour.

Unica nota negativa: l’attaccabrighe di Fabio, stavolta si è dovuto misurare con dei pazzi. Questi sostenevano che, in una canzone come Lunedì, la gente dovesse stare ferma e non saltare…ma si può essere così pirla?!

Con agile calcio volante, imparato durante i telefilm di Chuck Norris, allontana il pazzo che pensava di essere a teatro.

Speriamo che questo concerto sia stato un arrivederci….

Grazie VASCO

i partecipanti:

- prato

da sx a dx pino, monica, fabio(sotto), topu(un po' più sopra), ema (sopra topu), giack (sopratutti) e mariachiara
- 2° anello
in qualche modo: giovanni, lucaz, simone, roberta, greta, birba, teo!

lunedì 18 giugno 2007

ALLA CONQUISTA DELLE MONTAGNE SVIZZERE

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Buongiorno, vi presento il super mega giro che la beata compagnia ha fatto domenica 18 giugno.
Orario di ritrovo: 8:00.
Il gruppo è formato da Pupo, Fabio, Lucaz, Pino, Max.
Percorso: Milano – Saint Moritz – Bernina – Livigno – Bormio – Sondrio – Milano.
Ci si trova sul piazzale. Io (Fabio), Pino e Pupo aspettiamo Max e Luca che arrivano con un’attimo di ritardo. 4 chiacchere e via.. per le 8:30 siamo già in Valassina.. con solo il passo del maloja in mente.
Il cielo non è dei migliori ma noi ci fidiamo di Giuliacci. Gli esperti prevedono sole.... e noi andiamo! Dopo una bella corsetta in Valassina siamo già in mezzo alle montagne.
Arriviamo a Chiavenna verso le 9:30 e da qui si segue per Saint Moritz. La strada inizia a salire. Passata la dogana ci si rilassa un attimo al primo autogril svizzero. La voglia di tornare in sella è tanta e dopo pochi minuti stiamo già percorrendo i tornanti che ci portano sul passo del Maloja. La strada è una pista... Il paradiso per un motociclista (osservate i tornanti). Arrivati al passo.. il gruppo si riunisce e dopo le classiche 4 foto si riparte verso il secondo passo: “PASSO BERNINA” a 2330 m di altitudine.
Si corre e si costeggia il lago di Saint Morit. Arrivati nel centro di Saint Moritz, Pupo decide di superare la macchina della polizia a 51 km/h.... fermato in meno di un secondo.... dopo 5 minuti di chiacchere se ne riesce ad andare senza multa. Intanto Max ha allungato sul gruppo. Noi quattro partiamo alla sua ricerca... lo incontriamo sul Bernina. Dove oltre a Max ci aspetta una temperatura che non supera i 5 gradi. Il freddo entra nelle ossa..... fa battare i denti...e blocca il respiro!!! Dopo un’occhiata veloce al lago nero e al lago bianco proseguiamo il nostro FREDDO giro... si scende dal Bernina e si va verso Livigno dove ci aspettano i parenti di Pupo e Pino. Dopo un buon pranzo valtellinese e un giretto per Livigno si rimonta in sella verso Bormio. Prima di Bormio c’è da scalare l’ultimo passo.12 km di divertenti curve ci portano a 2291 mt d’altitudine....siamo al passo FOSCAGNO. Senza fermarsi, superato il passo, si scende verso la provinciale che grazie a rettilinei lunghi e curve veloci ci porta prima a Bormio e poi a Tirano.. ma il nostro obbiettivo è Sondrio per l’ultima tappa in un bar. Tappa di una mezz’oretta... caffè... coca... e poi di nuovo su... su sulle selle delle nostre moto verso casa!!! Mancano ancora 130 km... ma il divertimento è quasi finito. Il cielo sopra di noi è nero... le nuvole stanno aumentando... la stanchezza si fa sentire... la pioggia inizia a scendere.... LE PALLE INIZIANO A GIRARE... Luca e Max, attrezzatissimi, si coprano con il k-way... a noi altri non resta che stare sotto quel muro d’acqua.
A Lecco le palle girano più veloci delle pale dei ventilatori.....
Imbottigliati in una colonna continua di macchine si procede a rilento sotto la pioggia. Arrivati sul piazzale, verso le 20:15.. si ripensa alla fantastica giornata passata, alle montagne, ai laghi, al freddo, alla pioggia, al cibo, ai 440 km appena percorsi.. ma soprattutto ci si chiede perchè Giuliacci non ci azzecchi mai!!!

domenica 10 giugno 2007

I primi fedeli dal "donco"




sbato mattina si parte per una nuova spedizione: andiamo dal max a mangiare (aglio oglio e peperoncino), poi andiamo a vadere come se la passa il donco in quel di varese, pieno in svizzera e a casa... gli iscritti: max, lucaz, fabio e topu; i presenti: tutti tranne il vecchio che dopo una serata di fuoco e fiamme (purtroppo non come speriamo noi) è dovuto stare a casina....sembrava semplice!!

Partiamo e gia il topu propone una variazione sul tema: "facciamo la starda che faccio tutte le mattine" (e sta volta ce l'ha fatta a convincerli!!), a saronno difficoltà e primo smarrimento della bussola risolto facilmente con il santo cellulare!! la strada è un po' un palla fino a malpensa quend'ecco dei b737 ci sfiorano i caschi e delle curve nel verde ci rinfrancano gli animi. dopo una breve sosta benzina per il capitalista luca (l'unico che viaggia con benzina italiana) ripartiamo verso il lago.. tappa all'eremo dove il topu incontra "il pilota".. si riparte e max conduce il gruppo che, disorientato dalle frecce lampeggianti inserite casulmente, riesce ad arrivare (non senza qualche inchiodata) alla mitica casa del max. Il gruppo si rifocilla con ben due piatti di spaghetti ben conditi con aglio, oglio, peperoncino e qualche profano ci butta un po di sugo.. alla ripartenza temevamo un po' la prova del palloncino, dato che ci siamo scolati una bottiglia di buon vino, ma ce la siamo cavata.

arriviamo finalmente a casa del donco (dopo circa un km a piedi.. maledette aree pedonali) il quale ci accoglie calorosamente proponendoci una visita guidata e delle sue immense case (casa e chiesa).

ATTENZIONE, numeraccio di quei pazzi scatenati di max e lucaz: avvistano una sposa di notevoli qualità e si mettono in fila per farle gli auguri. soddisfatti della riuscita della loro missione salutiamo il donco e ci avviamo alle moto..



ATTENZIONE i contenuti delle prossime righe potrebbero scandalizzare le menti sensibili: d'ora in poi ha inizio l'odissea del ritorno.

giunti alle moto max si accorge di aver "perso" le chiavi e ciò ci fa perdere tempo e ci costa circa 2 km a piedi ma si risolve con il ritrovamento delle chiavi stesse e quindi della speranza di poter tornare a casa.

poteva filare liscio? ma anche no: il luca viene distratto da un'automobilista infame e incapace che gli fa perdere l'equilibrio e fa cadere la pesante moto @#**!! (non mi dilungherò sulla descrizione della triste scena).

Dimentico di dire che il sottoscritto aveva la spia della riserva accesa da diversi chilometri e temeva l'appiedaggio.. ma la tanto amata svizzarea e soprattutto la sua benzina si intravedono all'orizzonte. dopo qualche chilometro pilotati dal padrone di casa max, che manteneva una velocità di crocera che ha permesso ad un 50tino di superaci, arriviamo all'autostrada.. quindi a casa.

che dire? ottime le strade, ottima la casa di max (da tenere in considerazione per eventuali gite in svizzera) e ottima dimostrazione che la sfiga è sempre in aguato, l'importante e farsi trovare impreparati!!

domenica 3 giugno 2007

Il solito giro

Anche oggi non sapendo dove andare e dovendo occupare solo il pomeriggio abbiamo deciso di fare il solito giro...quindi non aspettatevi foto e racconti entusiasmanti...anzi...saranno tanto poche le parole quante sono state poche le emozioni.
Comunque inizio il racconto:
Dopo un fantastico gran premio del Mugello ci siamo trovati io (Lucaz) Fabio e Topu sul piazzale...dopo aver ammirato il mio nuovo splendore abbiamo chiamato il solito ritardatario che non risponde ai messaggi (Pino) che si stava depurando e che mi ha detto che sarebbe subito arrivato.
Arrivato anche lui ha confermato il buon acquisto e deciso di fare il solito giro, visto che Topu non l'aveva mai fatto, ci siamo messi in sella.
Prima tappa benzinaio per Topu se non ricordo male, e poi su dritti per la valassa.
Sbagliata l'uscita per Como abbiamo deciso di proseguire fino a Lecco, e fin qui tutto bene.
Siamo usciti dalla valassina e abbiamo cominciato a tenere un andatura da auto visto il traffico che c'era e a fare sorpassi quando non eravamo noi ad essere sorpassati da moto ovviamente più veloci.
Io, il più lento grazie alla poca agilità del mio bolide nel traffico, ho rallentato tutta la spedizione ma visto che nessuna aveva fretta non sono stato ammutinato.
Poi la solita sosta nel solito bar di Como e visto la scarsità di gelati abbiamo preso 4 coke che ci hanno permesso di scambiarci 4 chiacchiere, di guardare il panorama e ammirare le moto presenti e soprattutto le turiste...
Dopo poco ci siamo rimessi in sella con Fabio che dice "devo fare benza io" risultato 100 Mt prima del benzinaio si ferma a secco e io e Pino siamo costretti a fargli il rifornimento.
Arrivato anche lui al benzinaio fa benzina e visto il brutto tempo in arrivo ci rimettiamo subito in sella e dritti senza soste fino a casa

lunedì 28 maggio 2007

Piño: mi potrei considerare il fondatore..


Innanzi tutto vi racconto chi sono:
mi chiamo Giuseppe Libutti, ho 24 appena compiuti, "diplomato" in informatica, tifoso del milan, allenatore di calcio, fotomodello (scherzo!), e motociclista dall'anno scorso.
L'idea è venuta quando in coda in autostrada all'altezza di bologna, avendo sfiorato un tamponamento, mi stavo recando insieme a fabio e lucaz nella nostra meta per le vacanze estive: Vasto.
Vedendo alcuni motociclisti che ci sfrecciavano affianco nonostante la colonna di auto, dalla mia bocca esce la seguente frase: "Se ora fossimo in moto saremmo già al mare a fare il bagno!!". E da li abbiamo preso spunto e ognuno di noi, con i suoi tempi, è entrato a far parte del club dei centauri!
Come vi dicevo mi potrei considerare il fondatore anche perchè ho trascinato involtariamente alcune persone nel mondo delle 2 ruote.
Il mio ingresso è stato quasi traumatico: ho fatto 3/4 guide per imparare a fare l'8, sono anche caduto appoggiando la moto a terra, stavo x mollare, ma proprio dalla caduta mi sono autoconvinto che ce la dovevo fare! e così a Marzo, sotto un'acquazzone incredibile ho preso per primo la patente A.
Stanco ma emozionato parte la ricerca della materia prima: la moto....!
Il sogno si chiamava : MV Agusta Brutale!!
Sogno in tutti i sensi: la più bella naked in circolazione costava (costa tuttora!!) come la mia auto x 2 e per comprarmela avrei dovuto fare un mutuo a vita.
Così chiedendo pareri in giro, girando per concessonari mi sono arenato su 3 possibili scelte: kavasaki er-6n, ducati monster e yamaha fz6.
la prima appena uscita, poco costosa, aveva quella strumentazione che rovinava l'estetica;
il monster lo hanno cani e porci (ogni riferimento è puramente casuale) e la yamaha sarebbe stata la meno peggio delle mie scelte.
nessuna di queste mi entusiasmava, nessuna che assomigliasse al mito MV....
Ero quasi tentato di prendere la Brutale, una usatissima ma , che costasse "poco"... ma poi alzando una rivista del settore notai una Suzuki, il modello Gsr...
In un primo momento mi sebrava un'altra moto da vedere ma poi quando l'ho vista dal vivo e sopratutto ci sono salito su, ho subito pensato:"tu sei mia!".
Vista dal davanti molto simile alla brutale e da dietro ad un altro mito: la MV F4.
ero contentissimo di aver trovato la "mia" moto!!
Ricomincio il tam-tam dei concessionari a trovare il prezzo migliore e intanto pensavo al colore: nera o rossa?? Pogliani 6800, Walter moto 6750, un negozio in via Cilea 6500, thuder bike 6600, negozio a cormano 6700. Poi mi ricordai che vicino a dove lavoravo c'era un negozietto piccolo piccolo che vendeva moto. Sono entrato e ho chiesto: 6400!
Benissimo: "ne voglio una rossa!!!!"
2 giorni dopo era già in concessionario immatricolata e pronta per la consegna...ero emozionatissimo. il mio conto in banca un po' meno!
calcolai ai minimi dettagli tutte le spese che avrei dovuto affrontare per portarla a casa, ma non ho messo in conto la reazione dei miei! vabbè chi se ne frega!ahahahaha
Ci sarebbe altro da raccontare ma sarei ancora molto più lungo...
voglio soltanto ringraziare chi mi ha saputo consigliare bene, i miei compagni di avventura su 2 ruote e un grande saluto a Simone....

lunedì 21 maggio 2007

5 motociclisti intorno ad un lago!!


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Ragazzi che dire… quasi 12 ore di viaggio più di 400 km.... una costante emozione.
Qualche giorna fa Fabio propone una gita: giro completo del lago Maggiore, con tappa al lago di Naret (2500 mt di altezza) per la domenica, tutti presenti tranne Pupo (cioè il sottoscritto)… che però alla fine riesce a essere presente, quindi gruppo al completo se non fosse che alla mezzanotte di sabato Lucaz (con la sua nuova honda vtxyz1300), chiama Pino avvisandolo della sua assenza: siamo rimasti in cinque.
Domenica ore 9 più o meno ci si ritrova tutti sul solito piazzale, dopo gli ultimi accertamenti sulla strada da percorrere, carichi di panini e di euforia si parte… dopo un 80ina di km in autostrada (terra di Pino dove grazie ai suoi quasi 100 hp può permettersi umilianti sorpassi per poi rallentare e mostrare la “L” di loser, ma come poi vedremo nelle foto il vero loser è…) e provinciale e dopo aver insultato dei maratoneti per aver tentato di sabotare la nostra gita, raggiungiamo il lungo lago, e da qua la cosa inizia a diventare interessante, tratti di strada ricca di curve intervallate da qualche paesino, non ci può fermare nessuno… a parte la spia della benza della mia moto che da rosso lampeggiante diventa rosso fisso… sosta… piccolo rifornimento giusto per oltrepassare la dogana a si riparte. Dopo poco raggiungiamo Luino, che a pino fa venire in mente i panzarotti del famoso luini, oltrepassiamo la dogana e al primo benzinaio ci fermiamo, appello: Fabio, Pupo, Topu, c’è anche Pino… ma Max? poco dopo suona il cellulare… è Max che ci avvisa che SPERA di essere rimasto senza benza… riempiamo un bottiglia di plastica con pò di benza e il coraggioso pino va a soccorrere il povero Max… dopo qualche minuto sono di ritorno, avvistiamo la prossima tappa Locarno che stava dall’altra parte del lago Maggiore, si riparte…
Arrivati a Locarno si cerca di capire qual è la strada da percorrere per raggiungere la famigerata meta… dopo il consulto Topu-Fabio si riparte, usciamo dal centro abitato e la strada inizia a diventare entusiasmante curvoni larghi e velocità sostenuta… ma ad un certo punto il capo branco Fabio (detto anche zanna appunta per questa sua dote) dice stop! Un altro consulto alla cartine e si torna indietro di qualche chilometro per poi finalmente prendere la giusta via… subito io e Fabio facciamo notare il carattere NOSTRO e dei NOSTRI bicilindrici meno potenti ma in questo caso più performanti staccandoci dal gruppo, la strada è uno spettacolo: rettilinei, sali scendi, curve veloci e meno veloci, fino ad arrivare alla parte dei tornanti, stretti ripidi, che all’inizio ci mettono un poco in difficoltà ma alla fine riusciamo a domare con coraggio… oltre alle curve è entusiasmante anche il paesaggio: si passa dall’antico paesino di montagna, al bosco, per poi attraversare un tunnel scavato nella roccia fino ad arrivare ad una imponente diga (la diga del Sambuco). Da li in poi la strada diventa quasi impraticabile. Asfalto disconnesso, strada stretta, insomma velocità di crociera ma tanta ansia di arrivare per vedere l’ormai rinomato lago di naret… dopo qualche chilometro raggiungiamo un una piccola pianura in mezzo alla valle attraversata da un ruscello, bel posto per mangiare ma preferiamo proseguire fino al famoso lago, ma… strada chiusa…caspita… ci dispiace un pò, ma il bel posto, la fame, la soddisfazione della strada fatta, ci mettono il cuore in pace… ore 14.00 si mangia! Appena finito il pranzo ci avventuriamo per un sentiero, per arrivare a toccare una chiazza di neve… dopo una decina di minuti e qualche chiacchera riusciamo nel nostro intendo... la troviamo vicina al ruscello, e qua ci esibiamo in tutta la nostra demenza: il primo gioco è colpire lo sfaticato Pino (che non è un arbusto ma il nostro amico) con delle palle di neve, e con una combo viene colpito dopodichè si passa alla foto più simpatica alla più demente (quest’ultima è con il bollino rosso non si può mostrare altrimenti i moderatori chiudono il forum)… dopo le nostre esibizioni e un Max ridotto i mutande (non perché povero ma perché i pantaloni che una volta gli stavano comodi hanno ceduto), ci accingiamo a recuperare le moto, per raggiungere la diga vista all’andata... Questa suscita varie emozioni, paura, curiosità, esaltazione, arrivati a metà diga, il quasi ingegner Tonussi nota e fa notare le correnti ascensionali e si procura un foglio di carte per… ingegnere aerospaziale… fare un aeroplanino che riesce a far fluttuare nell’aria per vari secondi e che poi però si va a schiantare sulla diga atterrando poi in acqua (gli auguriamo tutti di avere più successo nella sua carriera ingegneristica). Anche qua varie foto ricordando a pino la sua “L” preferita… e si riparte con meta Locarno… dopo qualche chilometro notiamo che il nostro amico Max fa fatica a tenere il passo, non si sente bene, brividi di freddo, ma sprezzante del pericolo non abbandona e un po’ al rilento cerca di tenere il passo… ma si sa le sfighe sono come le ciliegie una tira l’altra, in prossimità di Locarno Max rallenta bruscamente osservando il suo piede sinistro… la leva del cambio si è allentata, ma nulla di preoccupante, faccio la diagnosi mentre l’ingegnere apre la sella e prende la trousse degli attrezzi estraendo un brugola del “6”… riparato il danno si riparte costeggiando il lungo lago del Sambuco ed ancora una volta la strada torna ad essere ricca di curve, si riaprire il gas, con l’intenzione di fare il pieno in terra svizzera: purtroppo a capo del gruppo c’ero io che, distratto dalle curve, non mi accorgo di essere arrivato alla dogana, con non pochi insulti da parte dei miei simpatici compagni di viaggio, io Max e Topu ritorniamo in Svizzera per il pieno… ci incontriamo poco dopo la dogana… ora c’è una nuova meta… “gelato”… ci fermiamo in un bar fornitissimo solo di maxibon o il maxi cono all’amarena… cmq chi si accontenta gode e noi oggi abbiamo goduto abbastanza… quindi stavolta ci accontentiamo… ed ancora una volta si riparte: passiamo per stresa, bellissima città sulla sponda ovest del lago dove al posto delle private ville ci sono lussuosissimi alberghi mille stelle… evitiamo grazie al pronto intervento di amici centauri un posto di blocco e via dritto fino all’autostrada… appena entrati in autostrada notiamo che il passo non è dei migliori ma felici delle nostre due ruote, tra un tratto in corsia d’emergenza e uno a zizagare tra le auto arriviamo in fretta alle porte di Milano dove c’era una pattuglia che ci stava aspettando in corsia d’emergenza ma che fortunatamente abbiamo avuto la prontezza di evitare… alla fine siamo arrivati al casello, ma un malintenzionato stava per rovinarmi la festa tamponandomi mentre stavo pagando… fortunatamente sia io che moto eravamo ok!! Prossima ed ultima fermata ilnostro affezionatissimo piazzale che raggiungiamo in pochi minuti per raccontarci le ultime gioie e non… infatti l’unica nota negativa è stata un presunto autovelox svizzero centrato a velocità non troppo regolare, mentre sbagliavamo strada, insomma quella strada proprio non dovevamo farla…
Cmq nel complesso grandissima giornata, ricca di avventure e a volte sfighe ma fa anche quello parte delle emozioni che giornate come queste ti possono regalare…
Spero di non avervi annoiato ma la giornata è stata davvero lunga e intensa

lunedì 14 maggio 2007

Siamo solo noi!!! Fabio e Pupo verso Pian del Tivano!!!

Eccoci qua.
Domenica 13 Maggio.
Ore 14:00.
Ritrovo sul piazzale.
Puntualissimi Fabio e Pupo, unici due supestiti del gruppo, al posto degli altri quattro motociclisti c’erano le loro scuse.... ho la partita con i pampini... devo vedere la superbike... devo fare la sicurezza alla superbike... devo vedere lo spettacolo... BLA!!! BLA!!! BLA!!! Soltanto scuse!!!
Il fatto è questo Fabio e Pupo in giro a scannare le loro moto.
L’obbiettivo è un giretto non più lungo di 3 ore nei pressi di Lecco e Bellaggio e poi su per Canzo, passando per il MURO DI SORMANO, con obbiettivo Piani del Tivano.
Ore 14:10 e siamo pronti: Pupo con le nuove modifiche al suo bolide.... (vuole guidare comodo il signorino...), Fabio con la moto appena lavata....
Si parte, dopo un primo tratto di Valassina si esce e si passa per Carate, prime curvette per arrivare a Monticello, ma c’è un imprevisto….. La moto di Pupo perde i pezzi!!
Si smonta la leva del cambio e siamo costretti ad un pit stop... Pupo sa già quello che deve fare e dopo 5 minuti siamo di nuovo in sella... la statale continua fino a Lecco, in direzione Bellagio.
Ad un certo punto arriviamo al nostro bivio... freccia a sinistra e si inizia a correre verso Canzo... 10 km di strada molto interessante dove le nostre due bicilindriche lasciano andare tutti i loro cavalli.
Arrivati a Canzo, curva a destra, e si sale verso il muro di Sormano. Iniziano tornati e curve veloci... Pupo rimane un pò arrettrato... (ma non più di tanto)...
Ad un certo punto veniamo superato da un bolide della madonna... che ci passa come niente.
Subito questo smacco pesante si sale fino ai piano del Tivano.
Arrivati su, parcheggiamo proprio a fianco dello stesso bolide che poco prima ci aveva umiliati... una potente supermotard!! L’obbiettivo è bucargli la ruota davanti... ma alla fine la voglia di caffè e di sigaretta ci portano all’interno del bar.
Dopo la breve pausa si risale in sella e giù verso Nesso, la strada non è delle migliori ma ci si diverte lo stesso.
Ora l’obbiettivo è raggiungere la veloccissima Como – Bellaggio (la strada preferita di Pupo).
Arrivati sulla provinciale, subito Pupo inizia a aprire il gas, ma Zanini tiene botta.
Si prosegue fino a Lecco con l’incubo dei carabinieri (scampati 2 posti di blocco), per riprendere la valassina.
Ma ecco qui il danno:
Fabio in fuga, ha difficoltà a vedere Pupo. Decide allora di rallentare, per farsi riavvicinare da Pupo, i due si ricongiungo... anche se per poco... Fabio riscappa di nuovo, e dopo 5 kimoletri si accorge che Pupo manca di nuovo all’appello.
Secondo frenata ( in valassina a 50 km/h per aspettarlo). Fabio lo vede ma c’è qualcosa di strano... Pupo sta tirando giù tutti i porchi possibili, agita il casco, e impreca.... ci fermiamo e costatiamo la rottura del cambio.
Il centauro di viterbo è costretto ad arrendersi: si va a casa in terza marcia, velocità di crociera.
A Fabio non resta che fare da scorta.